Momenti di forte tensione in commissione d'inchiesta sul Covid, nel corso dell'audizione di Roberto Speranza, ex ministro della Salute e oggi deputato del Partito Democratico. La seduta del 7 novembre si è chiusa tra accuse incrociate e richiami alla calma da parte della presidenza, con lo scontro concentrato sui documenti che la commissione aveva chiesto di acquisire.
Il punto di partenza risale alla seduta del 26 ottobre, quando la commissione aveva formalmente richiesto una serie di documenti relativi alle decisioni assunte durante la pandemia. Nella seduta di oggi Speranza ha consegnato alcuni materiali, precisando che si tratta di documenti disponibili «in fonte aperta». Una formula che ha immediatamente acceso la discussione, perché per i componenti di Fratelli d'Italia non si tratterebbe degli studi effettivamente richiesti. La differenza tra ciò che è pubblicamente consultabile e ciò che la commissione ha chiesto di acquisire è il nodo politico attorno al quale si è sviluppato il confronto in aula.
A sollevare il caso è stato Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, che ha accusato l'ex ministro di non aver depositato i documenti richiesti. Il contendere riguarda in particolare i pareri su Tachipirina e sulla cosiddetta vigile attesa, due temi che nei primi mesi della pandemia hanno animato un ampio dibattito pubblico e scientifico sulla gestione dei pazienti con sintomi lievi a domicilio. Sono questioni che hanno inciso direttamente sulle indicazioni fornite ai medici di base e ai cittadini, ed è per questo che la commissione ne ha chiesto una documentazione puntuale.
La tensione è cresciuta fino a richiedere l'intervento del presidente della commissione, Marco Lisei, che ha richiamato i commissari all'ordine e ha minacciato la sospensione della seduta. Lisei ha ricordato che i pareri sono stati richiesti e che Speranza aveva promesso di trasmetterli, circostanza che, secondo la presidenza, non si è ancora verificata. Il presidente ha dunque ribadito la necessità che la documentazione venga depositata nei tempi e nelle forme previste dai lavori della commissione, senza che l'audizione possa trasformarsi in una sequenza di contestazioni reciproche.
Il video dell'audizione, diffuso dall'agenzia Vista, mostra la fase più accesa del confronto tra i banchi della maggioranza e dell'opposizione. Le immagini documentano le voci sovrapposte e il momento in cui la presidenza ha dovuto intervenire per riportare ordine in aula. Al momento non risultano ulteriori atti formali collegati alla vicenda, e la questione dei documenti resta aperta: l'esito dipenderà dalla eventuale integrazione della documentazione che la commissione ha richiesto e dalla valutazione che ne farà l'organo d'inchiesta.
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