Il segretario della Lega e vicepremier Matteo Salvini ha definito «ottimi» i rapporti con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, sottolineando che i due condividono la stessa visione sulla necessità di porre fine ai conflitti in corso. La dichiarazione è stata rilasciata a Milano, nella sede del partito in via Bellerio, rispondendo a una domanda sul rapporto con il titolare del dicastero di via XX Settembre.

Salvini ha spiegato che lui e Giorgetti si sono sentiti nel corso della mattinata, con un confronto che ha riguardato lo scenario internazionale nel suo complesso. Sul tema delle guerre, il leader leghista ha indicato una convergenza di vedute con il ministro, senza entrare nel dettaglio di eventuali proposte di pace o di iniziative concrete da mettere in campo. Le fonti disponibili non specificano quali conflitti siano al centro del colloquio né quali percorsi diplomatici siano stati ipotizzati.

Il tema dei rapporti tra i due esponenti di governo si intreccia con la discussione sulla legge di bilancio. Interpellato sul punto, Salvini ha affermato che le soluzioni alle questioni aperte nella manovra saranno trovate, lasciando intendere che il confronto interno alla maggioranza prosegue. Le misure specifiche allo studio non sono state indicate nelle dichiarazioni riportate, e il dibattito sulle risorse disponibili e sulle priorità di spesa resta quindi sul piano delle intenzioni.

Sullo stesso argomento è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo quanto riportato dal quotidiano Il Messaggero. Meloni ha affermato che Giorgetti non è eccessivamente rigido sul fronte dei conti pubblici e che condivide con lui il medesimo approccio alla politica di bilancio. Il riferimento al ministro dell'Economia emerge dunque da più voci della maggioranza, in un momento in cui la manovra è al centro del dibattito politico.

Meloni ha inoltre affrontato il tema dei rapporti con gli Stati Uniti dopo le elezioni di metà mandato, questione che incide sulla linea di politica estera del governo. Le dichiarazioni dei due leader della maggioranza, lette insieme, indicano un quadro di coesione pubblica sui nodi economici e internazionali. Restano però aperti i contenuti concreti della legge di bilancio e gli sviluppi del confronto parlamentare, che le fonti disponibili non permettono di anticipare.

La presa di posizione di Salvini arriva in una fase in cui la maggioranza è chiamata a definire le scelte di finanza pubblica, con il ministro dell'Economia al centro delle valutazioni politiche sui vincoli di bilancio. Il messaggio consegnato da Milano è quindi duplice: da un lato la conferma di una sintonia personale e istituzionale tra due figure chiave dell'esecutivo, dall'altro la scelta di rinviare alla discussione tecnica la definizione delle singole misure.

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Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.