Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha convocato il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica, in programma martedì 10 novembre al Viminale. All'ordine del giorno ci sono i rischi per la sicurezza derivanti dagli attacchi informatici e dalle minacce cyber che in questi giorni stanno interessando istituzioni e personalità pubbliche.
A fare da detonatore è stato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha riferito di essere stato vittima di un'azione di hacker, i quali avrebbero diffuso sul dark web alcuni suoi dati personali. Tajani ha ricordato che la sala operativa cyber del ministero dell'Interno funziona ventiquattr'ore su ventiquattro ed è collegata all'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, il riferimento istituzionale per la protezione delle reti e dei sistemi del Paese.
Nel suo intervento Tajani ha messo in guardia anche da una guerra ibrida, fatta di attacchi informatici e disinformazione, in vista delle prossime scadenze elettorali. Secondo il ministro la minaccia si è alzata e richiede una risposta coordinata. Le indagini sulla paternità degli attacchi non sono ancora concluse: i servizi europei sospettano la Russia, ma nei rapporti circolati finora vengono citati anche altri gruppi, mentre l'intelligence non individua una regia unica.
Sul fronte legislativo, il presidente della commissione Difesa del Senato, Maurizio Gasparri di Forza Italia, ha riferito che è a uno stadio avanzato l'iter di un disegno di legge sulla cybersicurezza. Il provvedimento riorganizza le strutture militari in direzione del dominio cyber e amplia le competenze di comando delle Forze armate. La gran parte degli emendamenti è già stata esaminata in commissione e la conclusione dell'esame è attesa entro la prossima settimana, mentre il voto in Aula è previsto per dicembre.
Gasparri ha sottolineato che, accanto alla norma, servono ulteriori misure: più personale specializzato, un coordinamento stretto tra difesa, intelligence e Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Il quadro che emerge è quello di una minaccia che attraversa la sfera militare, quella civile e quella politica, e che obbliga le istituzioni a far dialogare strutture finora in parte separate.
Il tema ha avuto ricadute anche sul piano politico. Il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha pubblicato un'immagine falsa che ritraeva Tajani con un cappellino in stile MAGA. La vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno ha criticato duramente il gesto e ha chiesto le scuse di Bonaccini. Picierno ha a sua volta riferito di essere stata bersaglio di campagne riconducibili ad ambienti vicini alla Russia, a conferma di un clima in cui la manipolazione dell'informazione è diventata parte della competizione politica.
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