Un uomo di 35 anni è stato arrestato dalla polizia con l'accusa di tentato omicidio dopo aver accoltellato la compagna e causandole una frattura del cranio nella periferia di Vicenza. L'aggressione è avvenuta nella notte tra il 4 e il 5 novembre. La donna, nata in Croazia nel 1977, è ricoverata in prognosi riservata all'ospedale San Bortolo della città veneta.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la lite tra i due sarebbe degenerata in un'aggressione violenta. L'uomo avrebbe colpito la donna con più fendenti e poi si sarebbe allontanato dall'abitazione. La vittima è riuscita a raggiungere il pronto soccorso e a dare l'allarme, segnalando così quanto accaduto ai sanitari. Nell'appartamento, al momento dei fatti, si trovava anche il figlio della donna, che ha fornito agli inquirenti il proprio racconto della serata.
Le ricerche dell'aggressore sono proseguite nelle ore successive. La squadra mobile ha utilizzato le telecamere di sorveglianza presenti nella zona e le banche dati per ricostruire la fuga dell'uomo, seguendo i suoi spostamenti fino a individuarne il nascondiglio. Il giorno seguente il 35enne è stato rintracciato a Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, dove aveva trovato ospitalità presso un conoscente. Secondo quanto riportato, il coltello utilizzato nell'aggressione sarebbe stato nascosto nell'armadietto del contatore del gas di un edificio vicino, un dettaglio emerso durante gli accertamenti.
Il pubblico ministero ha disposto il fermo dell'uomo, motivato dal pericolo di fuga e dall'aggravarsi delle condizioni della vittima. Il provvedimento è stato successivamente convalidato dal giudice e il 35enne è stato trasferito in carcere in attesa degli sviluppi del procedimento. Secondo quanto comunicato dalla questura di Vicenza, il quadro accusatorio potrebbe ancora evolversi con il progredire dell'inchiesta, mentre restano da chiarire nel dettaglio le cause della lite che ha preceduto l'aggressione.
La donna è stata sottoposta a interventi e ricoverata nel reparto di chirurgia plastica dell'ospedale, dove le sue condizioni sono descritte come stabili. Restano però lesioni permanenti al volto, oltre alla frattura dell'osso temporale che ha reso necessario il ricovero in una fase delicata. Il caso riporta l'attenzione sulla violenza nelle relazioni affettive, un fenomeno che continua a emergere con frequenza nelle cronache locali e nazionali, e sul ruolo decisivo della tempestività dei soccorsi e delle indagini nel ricostruire le fasi di una fuga e nel trovare il responsabile.
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