La centrale nucleare di Zaporizhzhia, in Ucraina e sotto controllo russo, ha perso il collegamento con la rete elettrica esterna in seguito a un nuovo attacco. L'impianto è ora alimentato da generatori diesel ausiliari, che garantiscono il raffreddamento di sei reattori e dei bacini di stoccaggio del combustibile esaurito. Secondo quanto comunicato dalla stessa centrale, i livelli di radiazioni restano entro i limiti normali.
In condizioni ordinarie l'impianto riceve energia da due linee situate sulla sponda destra del Dnipro, controllata dall'Ucraina. La linea principale, Dnieprovskaya, era già stata disconnessa a marzo in seguito a un attacco. Ora anche la linea di riserva, Ferrosplavnaya, è fuori servizio a causa dei danni subiti. Restare senza alimentazione esterna significa dipendere interamente dai generatori di emergenza, uno scenario su cui il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, Rafael Grossi, ha più volte richiamato l'attenzione, avvertendo dei rischi che gli impianti nucleari corrono in questi casi.
La centrale di Zaporizhzhia, una delle più grandi d'Europa, ha subito ripetute interruzioni di corrente ed esplosioni dall'inizio dell'invasione russa nel 2022. Ogni episodio di questo tipo riapre la questione della sicurezza dell'impianto, che da anni è al centro dei negoziati internazionali e delle preoccupazioni dell'Aiea. La perdita della rete esterna non è quindi un evento isolato, ma si inserisce in una serie di black-out che hanno progressivamente ridotto i margini di sicurezza disponibili.
La situazione della centrale è legata a una più ampia offensiva contro le infrastrutture energetiche ucraine. Il gestore Dtek segnala oltre 600.000 residenti senza elettricità nella regione di Dnipropetrovsk, dove le riparazioni risultano complicate dal persistere degli attacchi. Nella regione di Kharkiv un drone ha colpito infrastrutture critiche, lasciando circa 250.000 utenze senza corrente, e al momento non si conoscono i tempi di ripristino.
Il ministero dell'Energia ucraino parla di un'offensiva su larga scala contro il sistema energetico, con blackout segnalati in cinque regioni e una trasmissione verso Kiev sensibilmente compromessa. Sette regioni risultano complessivamente senza elettricità. Il presidente Volodymyr Zelensky accusa Mosca di intensificare i raid per fare pressione su Kiev alla vigilia di colloqui trilaterali, mediati dagli Stati Uniti, previsti ad Abu Dhabi martedì e mercoledì.
Le conseguenze di questi attacchi non si misurano solo in termini di energia. Il bilancio dell'attacco contro Komyshuvakha è salito a 55 morti dopo l'assalto di lunedì. Mosca sostiene di aver colpito una sottostazione elettrica e una nave che trasportava armi destinate a Kiev, versione che non trova riscontro nelle informazioni diffuse da Kiev. Sul fronte della difesa aerea, la Germania avrebbe sospeso la fornitura di sistemi Patriot, affermando di non poter garantire gli intercettori necessari, una decisione che pesa su un sistema già sotto pressione.
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