di Luca Nascimbene

e tendopoli allagate dal fango a Deir al-Balah. Fonte: Al Jazeera
e tendopoli allagate dal fango a Deir al-Balah. Fonte: Al JazeeraLuca NascimbeneCaricata dall’editorialista

Dal nostro inviato a Deir al-Balah (Striscia di Gaza) – 7 novembre 2026

Il fango qui a Deir al-Balah ha il colore della cenere e l'odore della disperazione. È sabato 7 novembre 2026 e sulle tendopoli ricavate tra le rovine sferza una pioggia battente che in poche ore ha sommerso oltre 70.000 ripari di fortuna. Guardo un bambino di poco più di sei anni stringere un pezzo di plastica bucata sopra la testa di sua sorella; i suoi piedi nudi sono affondati in un melma melmosa infestata da parassiti.

Le cancellerie occidentali continuano a pronunciare con ipocrita solennità la formula del "cessate il fuoco", racchiusa negli accordi dell'autunno 2025. Ma sul campo la realtà smentisce le parole: la tregua si è rivelata una finzione contorta, una ritirata tattica trasformata in unassedio lento ed estenuante. Da oltre un anno dall'annuncio delle intese, i raid d'intimidazione, le cannonate dal mare e i bombardamenti mirati dell'esercito israeliano non hanno mai smesso di mietere vittime civili. Più di mille morti palestinesi sono stati conteggiati anche durante questo periodo di "pace apparente". La verità scalfita nelle pietre della Striscia è una sola: la popolazione di Gaza continua a essere sterminata, giorno dopo giorno, nella quasi totale indifferenza internazionale.

La radiografia del conflitto: dalla trappola dell'assedio al baratro della carneficina

Per comprendere la tragedia che consuma Gaza oggi, occorre tracciare la cronologia di un incubo sistematico. Non si può valutare quanto accade senza analizzare le radici di una politica bellica che travalica il mero scontro militare:

L'assedio strangolatorio (2007-2023):Prima dell'ottobre 2023, la Striscia era già qualificata dalle organizzazioni internazionali come una prigione a cielo aperto. Il blocco terrestre, aereo e marittimo imposto da Israele per oltre sedici anni aveva privato due milioni e mezzo di persone dei diritti elementari alla sussistenza, all'autosufficienza economica e alla mobilità.

La dottrina della punizione collettiva (Ottobre 2023 - Settembre 2025):Dopo gli attacchi del 7 ottobre, la reazione di Tel Aviv si è tradotta in una punizione sistematica verso l'intera popolazione palestinese. Quartieri interi rasi al suolo con bombardamenti a tappeto, ospedali assediati, scuole e rifugi ONU presi di mira, mentre veniva proclamato il blocco totale di acqua, carburante, cibo e medicinali. Un blitz distruttivo che ha provocato decine di migliaia di morti civili — in maggioranza donne e bambini — scardinando qualsiasi principio di proporzionalità sancito dal diritto internazionale.

Il "cessate il fuoco" di facciata e la paralisi umanitaria (Ottobre 2025 - Novembre 2026): Nonostante le intese sponsorizzate sul piano internazionale, Israele ha mantenuto la morsa ferrea sul 70% del territorio della Striscia, militarizzando intere aree e bloccando centellinatamente l'ingresso degli aiuti. Le agenzie umanitarie sono state espulse o messe nell'impossibilità di operare.

Cronaca dal campo: la vita negata nei campi profughi

Camminando tra i resti di quello che era il quartiere di Al-Qarara, l'orizzonte offre solo cumuli di macerie a perdita d'occhio. Più dell'80% delle abitazioni di Gaza è stato distrutto o reso inabitabile. Quasi due milioni di persone vivono ammassate nella fascia costiera.

Le testimonianze raccolte nelle ultime ore restituiscono l'immagine di un popolo sottoposto a una sofferenza inaudita:

Bambini tra i resti di edifici distrutti nella Striscia. Fonte: Unrwa
Bambini tra i resti di edifici distrutti nella Striscia. Fonte: UnrwaLuca NascimbeneCaricata dall’editorialista

"Mio marito è stato ucciso due mesi fa mentre cercava di avvicinarsi a un camion della farina"*, mi racconta Fatima, 34 anni, tre figli al seguito. "Ora viviamo in questa tenda di nylon. I ratti mordono i bambini di notte e per sfamarli posso contare solo su un mestolo di lenticchie al giorno distribuito dalle mense comunitarie. Ci dicono che la guerra è finita, ma la morte da noi entra ogni sera sotto forma di fame o di infezioni."

I dati epidemiologici sul campo tratteggiano una catastrofe sanitaria calcolata: le evacuazioni mediche all'estero per i bambini feriti o gravemente malati sono crollate del 75%, le infezioni cutanee e gastrointestinali sferzano la popolazione a causa dell'acqua contaminata, e la malnutrizione acuta colpisce ormai oltre la metà dell'infanzia di Gaza.

Mentre l'esercito israeliano continua a rivendicare il controllo di sicurezza sul territorio e a bloccare le forniture sanitarie fondamentali, la Cisgiordania subisce parallelamente un'escalation di violenze senza precedenti da parte dei coloni protetti dall'esercito, dimostrando che il disegno in atto mira a sradicare la presenza palestinese da ogni striscia di terra rimasta.

Il prezzo dell'omertà internazionale

Da questa striscia di terra martoriata, la percezione dell'inazione dell'Occidente è sconfortante. I governi europei e l'amministrazione americana continuano a bilanciare dichiarazioni d'intenti con la fornitura diplomatica e militare al governo israeliano.

Il popolo palestinese non sta chiedendo carità o ipocrite risoluzioni d'intenti a conferenze stampa lontane dai bombardamenti: chiede il rispetto del diritto all'esistenza, il ripristino immediato dei corridoi umanitari senza veti, la fine dell'occupazione militare e l'incriminazione di chi ha trasformato una terra di oltre due milioni di anime in un cimitero senza croci. Finché non verrà posta fine all'impunità di Tel Aviv, la "pace" sbandierata a novembre 2026 rimarrà soltanto l'epitaffio sulla tomba del diritto internazionale.

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Luca Nascimbene

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Reporter · Cronaca, approfondimenti e notizie dal mondo⁠

"Sono un giornalista appassionato di informazione e approfondimento. Mi occupo di seguire e raccontare le notizie di attualità, con un'attenzione particolare ai contesti e all'impatto delle storie sulla vita quotidiana. Credo nel valore di un giornalismo tempestivo, veritiero e indipendente."