Negli Stati Uniti l'opposizione ai data center è diventata un tema capace di unire elettori repubblicani e democratici. Durante le elezioni di metà mandato, in dieci Stati gli elettori sono stati chiamati a decidere sulle regole locali per la costruzione di questi impianti, e in Ohio e in Kansas molti nuovi progetti sono stati respinti dalle urne. Il dato non riguarda una sola area politica: il voto ha mostrato un fronte trasversale, in cui le preoccupazioni per le conseguenze locali degli impianti prevalgono sulle appartenenze di partito.
I data center sono strutture ad alto consumo energetico che ospitano sistemi informatici in funzione in modo continuo. Per raffreddare i server utilizzano grandi quantità d'acqua, un elemento che nelle zone aride pesa in modo particolare. In alcune comunità del Texas, situate in aree secche, i residenti sono stati invitati a razionare l'acqua, mentre gli impianti continuano a richiedere volumi considerevoli. Il contrasto tra le esigenze del settore e la disponibilità di risorse nei territori interessati è il nodo che alimenta gran parte delle contestazioni.
La protesta non si è limitata alle urne. Nei mesi recenti migliaia di persone hanno manifestato contro i data center e contro i grandi nomi del settore tecnologico, accusati di scaricare sulle comunità locali i costi energetici e idrici delle proprie infrastrutture. Le manifestazioni hanno coinvolto cittadini con orientamenti politici diversi, e questo ha reso il fenomeno più difficile da ricondurre a una sola parte. Il tema, insomma, si è spostato dal piano tecnico a quello della partecipazione civica e delle decisioni sul territorio.
Il caso statunitense ha già prodotto effetti concreti sulle scelte locali, con progetti fermati o rimessi in discussione. Secondo le informazioni disponibili, la stessa forma di opposizione sta ora emergendo anche in Europa, dove l'espansione dei data center è in corso e dove le questioni legate al consumo di energia e di acqua sono destinate a entrare nel dibattito pubblico. Il rischio, osservano gli elementi raccolti, è che le comunità locali si trovino a sostenere i costi di infrastrutture gestite da grandi gruppi esterni, senza ricavarne proporzionali benefici.
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